Giorgia: «Ho perso il lavoro a causa della pandemia. Grazie a Slash School mi rimetto in gioco»

Giorgia: «Ho perso il lavoro a causa della pandemia. Grazie a Slash School mi rimetto in gioco»

Giorgia Cherubino, 21 anni, di Latina. È una delle tante storie di giovanissimi, che a causa della pandemia sono rimasti senza un lavoro. Ma con un orizzonte ampio davanti. E tutto da ridisegnare.

E già, perché il disegno in questa prima parte della sua vita l’ha accompagnata giorno dopo giorno. «Il mio fidanzato è un appassionato di grafica – ci racconta – ed è così che mi sono appassionata anche io a questo mondo. I miei progetti erano altri, ma quando è scoppiata la pandemia, purtroppo, sono rimasta rimasta senza lavoro».

È così che Giorgia, sostenuta dalla sua famiglia, durante il lockdown, ha deciso di impegnare quel tempo sospeso per aumentare le sue competenze «e allargare gli orizzonti del sapere. Ho pensato: è il momento di ampliare le mie skills. Solo questo potrà darmi maggiori possibilità lavorative. Ed eccomi qui. A Slash School».

«Durante la pandemia, tra chiusure, divieti e coprifuoco, avevo bisogno di individuare una scuola di formazione che mi consentisse di apprendere al meglio, garantendomi un apprendimento “dove vuoi e quando vuoi”. Ma soprattutto avevo la necessità di individuare una scuola, che rilasciasse certificazioni valide a livello internazionale. Mi sono messa alla ricerca e Slash School si è mostrata la migliore nell’offerta formativa. La scelta del corso di Graphic Design è stata naturale, tenuto conto che il mio fidanzato è appassionato di grafica ogni giorno mi parla e mi mostra i programmi Adobe e i suoi lavori». 

Come giudichi Slash School?
«In una parola: validi. Nel mio caso ho avuto una super docente, più che competente. Giulia Errichelli ci ha mostrato il suo lavoro e ci ha messo davanti a casi reali. È partita da zero trasmettendoci il più possibile il suo sapere».

Oggi hai raggiunto livelli più che soddisfacenti. Hai presentato un project work molto apprezzato. Ci spieghi come è nata questa tua idea?
«Slash School usa un metodo di studio fantastico, il “learning by doing”, ovvero la filosofia educativa basata sulla metodologia dell’imparare attraverso il fare. È senza dubbio uno dei punti forti di questa scuola. Quanto al mio progetto, amo la moda e il gusto femminile sulla scelta del capo da indossare per le diverse occasioni. Nella ricerca di un soggetto su cui basare il mio project work, ho pensato di prendere spunto dalla donna che più stimo: parlo della stilista francese Coco Chanel. Temeraria e imponente. Il nome del mio marchio prende spunto dal tessuto utilizzato dalla stilista per realizzare l’iconico tailleur rosa indossato e pubblicizzato poi dalla first lady Jacqueline Bouvier Kennedy, moglie del presidente Kennedy. Il mio marchio dunque è volto ad esprimere in modo empatico il rapporto tra una donna e il tessuto che la avvolge ogni giorno».

Consiglieresti Slash School?
«Sì! Consiglio dunque la Slash School a chiunque voglia immergersi in questo studio. Come ho detto prima questa scuola è più che valida. La mia esperienza è stata positiva. I percorsi formativi hanno un approccio tailor made, consentendo a chi parte da zero di imparare tutto e ottenere risultati importanti, mentre chi ha già delle basi può aumentare le proprie competenze». 

Non è presente nessun commento.

Lascia un commento