Formazione del progettista: prima l’uovo o la gallina?

Formazione del progettista: prima l’uovo o la gallina?

Ultimamente su alcune reti sociali si è riattivata una secolare discussione sulla formazione, nello specifico sulla formazione del progettista meccanico, ma non solo.
Da decenni, infatti, periodicamente si fanno avanti le due correnti di pensiero: quella che pensa sia più logico iniziare dallo studio (e ci si riferisce alla formazione post scolastica) e, in opposizione, quella che ritiene sia meglio concentrarsi prima sull’esperienza pratica!

Che ne pensate, che ne penso, qual è la strada migliore?
Sinceramente è difficile dare una risposta che possa considerarsi universale, ovvero applicabile a chiunque e in qualunque circostanza, però qualche considerazione la possiamo ben fare.

Dobbiamo necessariamente partire dal considerare il rapporto formazione – pratica: l’una può sicuramente esistere senza l’altra, d’altra parte le due sono sinergiche fra loro.

C’è chi, correttamente, rileva come la pratica di per sé stessa generi formazione, mentre non sia vero il contrario. D’altro canto possiamo anche osservare che approcciarsi alla pratica senza una preliminare formazione rende il processo formativo non solo lento, ma anche incerto e, stante quello che esiste in una officina meccanica o in un cantiere edile o nell’ambito impiantistico, anche assai pericoloso.

La questione, dopo alcuni anni di silenzio, viene ora ridestata dalle grosse e gravi carenze da tempo evidenziatesi nella comunicazione tra ufficio tecnico e officina/cantiere: progettisti che sviluppano modelli CAD straordinari ma irrealizzabili, operatori tecnici costretti a inventarsi soluzioni per risolvere le mancanze dei documenti di progetto, tempi sprecati, lievitazione dei costi, eccetera.

Fondamentale che il/la progettista conosca bene i processi produttivi del proprio settore, abbia coscienza di cosa voglia dire usare un certo materiale, sappia cosa comportano le varie lavorazioni, sia in grado di valutare se una certa soluzione costruttiva sia percorribile o meno.
A mio parere, sostenuto dai tanti anni di pratica in vari ambiti (idraulica, edilizia, meccanica, impiantistica e altro), convinto dal tanto tempo passato ad insegnare nelle aule della scuola superiore e negli uffici tecnici, supportato dalle esperienze di responsabile degli stage, la soluzione migliore è quella di partire con una fase formativa concentrata sulle basi del settore, poi affrontare un periodo di pratica in un contesto protetto, a seguire procedere con la formazione avanzata attuata in un costante parallelismo con la pratica.

In conclusione…
Se il vostro desiderio è quello di diventare dei o delle progettisti/progettiste partite dai corsi specifici, come quelli di Slash School, e approfittate degli stage ad essi collegati. Poi continuate a studiare, approfondite conoscenze e abilità con eventuali estensioni dei suddetti corsi, non state però fermi e ferme sul solo aspetto del disegno tecnico, dell’utilizzo del software CAD, della progettazione, alimentate costantemente la vostra curiosità, scendete in officina o in cantiere, osservate, domandate, provate!

Emanuele Cinelli

Esperto disegnatore e formatore CAD e CAM

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