Nel corso della storia del CAD si sono venute a definire due diverse modalità operative dei software di disegno tecnico, tradizionale e parametrica, quali le loro prerogative, quali le loro differenze e quali i loro specifici utilizzi?
CAD tradizionale
La sua principale prerogativa, che è anche la più evidente differenza con il CAD parametrico, è l’inesistenza di legami materiali tra gli oggetti grafici, il piano di riferimento e gli altri oggetti grafici.
In questa tipologia di CAD le posizioni e le dimensioni vanno esplicitamente indicate in fase di creazione dell’oggetto grafico e si possono poi modificare solo mediante gli strumenti di editazione: spostamento, stiramento, eccetera.
Ogni oggetto grafico risulta anche indipendente dagli altri, ovvero la modifica di uno non comporta variazione degli altri.
Il CAD tradizionale è perfetto per quelle situazioni di lavoro prive o molto povere di modifiche in corso d’opera, per le situazioni in cui non c’è tempo per definire vincoli e legami, per la schemistica, per piccoli e semplici lavori.
Esempio classico di CAD trazionale è AutoCAD e i suoi tanti derivati.
CAD parametrico
In questo caso c’è la possibilità di legare gli oggetti grafici sia al piano di riferimento che tra di loro.
Si parla di vincoli e di parametri.
I vincoli sono elementi materiali che definiscono la posizione (vincoli geometrici), la forma (ancora vincoli geometrici) e la dimensione (vincoli dimensionali) degli oggetti, siano essi singoli che composti. I parametri sono i valori dimensionali abbinati agli oggetti.
I vincoli geometrici spesso sono preimpostati per essere inseriti in automatico nel momento stesso in cui un oggetto, semplice o composto, viene generato.
Ovviamente si possono anche inserire manualmente dopo la generazione dell’oggetto per un maggior controllo sulla loro tipologia. I vincoli dimensionali sono normalmente manuali e si inseriscono dopo la creazione dell’oggetto grafico.
Forma e dimensione degli oggetti si possono facilmente modificare a posteriori agendo sui vincoli, quelli geometrici vanno prima cancellati, quelli dimensionali sono invece direttamente editabili.
Attraverso i vincoli geometrici posso fare in modo che una linea resti sempre parallela a un’altra, che un foro si mantenga sempre al centro di un contorno, che il bordo di un tavolo resti sempre allineato con quello di un altro tavolo e via dicendo.
I parametri dimensionali possono essere espressi mediante formule che vadano a legare fra loro i diversi oggetti, per esempio definendo che la larghezza di un rettangolo sia i due terzi della lunghezza, oppure che il diametro di un foro corrisponda ad una percentuale dell’area di una piastra.
Grazie alla presenza di un albero di modellazione, inesistente nel CAD tradizionale, posso facilmente intervenire sulle varie parti e modificarle anche dopo averne inserite molte altre.
Purtroppo i vincoli che si sono venuti a creare possono talvolta rendere difficile o addirittura impossibile tale operazione.
Il CAD parametrico è perfetto per la trasformazione di layout veloci in layout precisi, per il lavoro di design, per quei contesti dove gli oggetti sono definiti in famiglie dove in ognuna di loro i vari esemplari cambiano solo in dimensione (per esempio gli avvolgicavo o i serramenti), per tutti quei contesti dove le modifiche in corso d’opera sono numerose e rilevanti, dove si ha l’esigenza effettiva di legare fra loro le parti del disegno o dell’oggetto.
Esempi di CAD parametrico sono Inventor, Fusion, SolidWorks e Creo.