Monique era «una cuoca. Ma a causa della fibromialgia diagnosticatami 2 anni fa – ci confessa – non riuscivo più a svolgere il mio lavoro. Da qui ho trasformato la mia passione in una nuova opportunità lavorativa».
«Stavo valutando online diversi percorsi di formazione nell’ambito dell’Interior Design e, tra le varie proposte, Slash School mi è sembrata quella più seria e completa».
Per lei non si trattava semplicemente di frequentare un corso. «Avevo necessità di acquisire dei nuovi strumenti, necessari per ricostruire una nuova identità professionale e intraprendere un percorso completamente diverso».
Cercava una formazione «che partisse dalle basi e che potesse accompagnarmi gradualmente verso competenze realmente utilizzabili nel mondo del lavoro. È stato questo uno dei motivi principali che mi ha portata a scegliere Slash School».
Monique definisce il percorso con Slash School come un’«esperienza molto positiva. Soprattutto perché sono partita davvero da zero. Quando ho iniziato il corso non sapevo utilizzare né AutoCAD né SketchUp e non avevo esperienza nella realizzazione tecnica di un progetto di Interior Design».
Durante il percorso ha avuto modo di «acquisire progressivamente sia le conoscenze teoriche sia gli strumenti tecnici necessari per sviluppare un progetto completo, dall’idea iniziale fino alla sua rappresentazione finale».
Un ruolo importante «nel mio percorso lo ha avuto la mia docente, Tiziana Pasqualone, con la quale mi sono trovata molto bene. Ho apprezzato il suo modo di accompagnarmi durante le diverse fasi dell’apprendimento e il confronto, sempre costruttivo, durante lo sviluppo dei progetti».
«Arrivare alla fine del percorso ed essere in grado di realizzare un progetto completo partendo praticamente da zero è stata per me una delle soddisfazioni più grandi».
Per il progetto Monique ha scelto di sviluppare gli interni di un ufficio legale.
«Una scelta precisa perché volevo lavorare su una tipologia di ambiente che spesso viene percepita come fredda, formale e caratterizzata prevalentemente da colori neutri come il bianco, il grigio e il nero».
«Il mio obiettivo era dimostrare come, attraverso una progettazione consapevole, anche un ambiente di lavoro possa diventare accogliente, stimolante e piacevole da vivere ogni giorno, senza perdere la propria professionalità».
«Ho quindi lavorato sull’organizzazione funzionale degli spazi, ma soprattutto sull’utilizzo del colore, dei materiali, della luce e degli elementi naturali. Ho integrato principi Biofilici e di Ambient Therapy, introducendo vegetazione e scegliendo colori e materiali capaci di dare personalità agli ambienti e di trasmettere sensazioni ed energie positive».
«Volevo creare un ufficio nel quale le persone non entrassero semplicemente per lavorare, ma nel quale potessero sentirsi bene e avere piacere di trascorrere la propria giornata lavorativa».
«Credo che l’ambiente che ci circonda possa influenzare il nostro modo di percepire lo spazio, il comfort e la qualità dell’esperienza quotidiana».
«Dal punto di vista tecnico sono partita dall’analisi e dalla distribuzione degli spazi, sviluppando successivamente il layout, la scelta degli arredi, dei materiali e dei colori. Ho utilizzato AutoCAD per il disegno tecnico e SketchUp per la modellazione 3D».
«In seguito ho voluto approfondire lo stesso progetto frequentando anche un master in Lighting Design, sviluppando lo studio illuminotecnico con DIALux evo».
«In questo modo ho potuto integrare nello stesso progetto spazio, colore, materiali, natura e luce, elementi che oggi rappresentano il modo in cui desidero affrontare l’Interior Design».
Per lei questo progetto ha anche un significato particolare: «Quando ho iniziato il percorso non sapevo utilizzare nessuno di questi software, ed essere arrivata a sviluppare da zero un progetto completo, e successivamente ad approfondirlo anche dal punto di vista illuminotecnico, mi ha fatto comprendere concretamente quanta strada avessi fatto durante la mia formazione».
Monique ha da poco concluso il suo percorso formativo.
«Sto completando il mio portfolio e continuando ad approfondire le mie competenze, in particolare nel Lighting Design e nell’Ambient Therapy».
«Il mio obiettivo è costruire un profilo professionale che integri Interior Design, progettazione illuminotecnica e attenzione al benessere all’interno degli ambienti».
«Sto iniziando a propormi nel settore e spero di valutare presto opportunità professionali che mi permettano di mettere in pratica quanto appreso e continuare a crescere attraverso progetti reali, anche in un contesto internazionale».
«Il mio percorso professionale si sta sviluppando nell’ambito dell’Interior Design, con una particolare attenzione alla relazione tra spazio, luce e benessere della persona».
«Il mio approccio integra progettazione e organizzazione degli spazi, studio dei colori e dei materiali, illuminazione, elementi naturali e principi di Ambient Therapy».
«Mi interessa creare ambienti che non siano soltanto esteticamente piacevoli, ma soprattutto funzionali, armoniosi e capaci di migliorare l’esperienza quotidiana di chi li vive».
«Consiglierei Slash School? Sì! Soprattutto a chi, come me, desidera intraprendere un nuovo percorso professionale e ha bisogno di partire dalle basi».
«La mia esperienza personale credo ne sia un buon esempio: quando ho iniziato non sapevo utilizzare AutoCAD o SketchUp e non avevo mai sviluppato tecnicamente un progetto completo di Interior Design».
«Alla fine del percorso sono riuscita invece a trasformare un’idea in un progetto strutturato, passando dalla progettazione degli spazi al disegno tecnico e alla modellazione 3D».
«Oltre agli strumenti acquisiti, per me è stato importante anche il rapporto con la docente Tiziana Pasqualone, che mi ha accompagnata durante questo percorso».
«È stata un’esperienza che mi ha permesso non solo di imparare nuovi software e nuove metodologie, ma soprattutto di acquisire maggiore consapevolezza delle mie capacità e di porre le basi per costruire una nuova identità professionale».